Sin dalla prima edizione del suo Obiettivo Basso Carbonio, pubblicata nel 2023, Tonnellerie Baron ha scelto di condividere ogni anno i progressi del proprio percorso.

In un contesto economico incerto, le questioni ambientali e, più in generale, la responsabilità sociale d’impresa (RSI) potrebbero facilmente passare in secondo piano. Noi crediamo esattamente il contrario: devono restare al centro del nostro modo di pensare e di agire.

Ridurre il nostro impatto ambientale non dipende da un’unica azione, ma da una moltitudine di iniziative concrete, a volte molto semplici, che acquistano pieno significato quando si mantengono nel tempo.

Nel 2025 sono stati portati avanti o sviluppati diversi progetti attorno a quattro grandi assi: la mobilità dei collaboratori, il ciclo di vita delle botti, l’alimentazione e il benessere dei dipendenti, e la valorizzazione degli scarti di legno.

Favorire una mobilità meno carbonica

Nella scorsa edizione avevamo presentato le iniziative messe in campo per ridurre l’impatto degli spostamenti casa-lavoro dei nostri collaboratori.

Metà di loro aveva scelto di privilegiare il car pooling con veicoli elettrici.

Restava da immaginare una soluzione per il restante 50%.

Dopo diverse ricerche, in particolare su biciclette prodotte in Francia, Tonnellerie Baron ha infine scelto di mettere a disposizione dei propri collaboratori 15 biciclette a pedalata assistita.

Queste biciclette sono proposte ai dipendenti che abitano a meno di 10 chilometri dal luogo di lavoro, per permettere loro di effettuare gli spostamenti quotidiani con un mezzo di trasporto meno inquinante.

9.500 chilometri percorsi in bicicletta

Dall’inizio del 2025, le biciclette messe a disposizione hanno permesso di percorrere 9.500 chilometri.

Tenendo conto delle emissioni legate principalmente alla loro produzione, stimate in 13 gCO₂/km, questo utilizzo rappresenta un risparmio di circa 1,1 tonnellate di CO₂.

A differenza delle auto elettriche, che restano disponibili in sede anche fuori dall’orario di lavoro, le biciclette vengono prestate ai collaboratori per la durata di un anno, dietro versamento di una cauzione.

Questa formula è disciplinata da un contratto che responsabilizza ogni utilizzatore.

Ogni anno viene lanciato un nuovo appello ai dipendenti che ne hanno diritto. L’obiettivo è duplice: permettere a chi lo desidera di rinnovare il proprio impegno e dare a nuovi collaboratori la possibilità di beneficiare di questa iniziativa.

Dare una seconda vita alle botti

C’è un’altra domanda che ci sta particolarmente a cuore: come prolungare il ciclo di vita di una materia prima nobile come il rovere?

Ogni anno numerose botti vengono sostituite dopo solo poche utilizzazioni. Eppure queste botti possono ancora rappresentare un vero interesse per altri produttori o per altri utilizzi.

Piuttosto che distruggerle o lasciarle inutilizzate, offrire loro una seconda vita permette di preservare la risorsa e di limitare l’impatto ambientale legato alla loro produzione.

È da questa volontà che è nata Reoaked.com.

Anticipare, riutilizzare, avvicinare

La piattaforma permette ai produttori di anticipare la vendita delle proprie botti e quindi di ottimizzare il rinnovo del proprio parco.

Per gli acquirenti, offre la possibilità di accedere a botti appena dismesse, con la garanzia dell’esperienza e delle certificazioni necessarie per assicurarne la qualità e la conformità.

I venditori possono inoltre beneficiare di un servizio di stima gratuito e senza impegno per conoscere il valore delle proprie botti.

Un’altra questione importante è la vicinanza.

Grazie a un sistema di geolocalizzazione delle offerte, Reoaked incoraggia le transazioni locali e contribuisce così a limitare le emissioni legate al trasporto.

Riutilizzare invece di produrre di nuovo: un modo concreto per prolungare la vita di una risorsa preziosa.

Un orto per prendersi cura dell’alimentazione e del benessere dei dipendenti

Il nostro impegno ambientale non si limita alla riduzione delle emissioni di carbonio. Riguarda anche la qualità della vita e il benessere delle persone che compongono l’azienda.

In un contesto segnato da una forte inflazione dei prezzi alimentari, abbiamo voluto avviare un’iniziativa allo stesso tempo ambientale, sociale e collettiva: la creazione di un orto di 800 m².

L’obiettivo è semplice: permettere a tutti i collaboratori di beneficiare ogni settimana di verdure da agricoltura biologica, favorendo al contempo un’alimentazione più locale e contribuendo a preservare il loro potere d’acquisto.

Un progetto collettivo

Anche la creazione di questo orto è stata pensata come un’avventura collettiva.

I dipendenti hanno partecipato alla costruzione dei dieci filari da 60 metri destinati alle diverse coltivazioni. Alcune sessioni di piantumazione organizzate con i collaboratori hanno inoltre permesso di creare un frutteto composto da diverse specie.

Per limitare il più possibile l’impatto ambientale del progetto, la struttura della serra è stata realizzata in legno.

Oggi l’orto è curato da un giardiniere a tempo pieno, che privilegia una gestione basata sui principi della permacultura.

Ogni settimana il funzionamento è semplice: il mercoledì, le verdure disponibili in quantità sufficiente vengono segnalate su una lavagna. Ogni collaboratore può quindi scegliere ciò che preferisce. Il giorno seguente viene preparata e distribuita a ciascuno una cassetta.

Al di là delle verdure raccolte, questo orto crea soprattutto un legame diretto tra i collaboratori, la produzione e la loro alimentazione.

Valorizzare ogni scarto di legno

La produzione delle botti e la lavorazione delle doghe generano inevitabilmente scarti e polveri di legno.

Il nostro obiettivo è valorizzare al massimo questo materiale, considerando ogni scarto come una risorsa potenziale.

Durante le lavorazioni di sagomatura delle botti, le polveri di legno vengono captate direttamente alla fonte per proteggere la salute degli operatori.

Ma la loro valorizzazione non si ferma qui.

Trasformare le polveri in combustibile

Tonnellerie Baron si è dotata di un sistema di aspirazione e di macchinari in grado di compattare più volte queste polveri a una pressione superiore a 200 bar.

Questo processo permette di produrre bricchette di legno densificato, il cui potere calorifico è superiore a quello del rovere grezzo.

Possono essere utilizzate, tra l’altro, nelle stufe a legna domestiche.

Ai privati vengono proposti diversi formati di confezione. La vendita avviene direttamente sul sito di Tonnellerie Baron, con possibilità di consegna anche entro un raggio di 50 chilometri.

Ogni anno vengono così vendute circa 250 tonnellate di bricchette di legno densificato.

Scarti trasformati in legna da ardere

Anche la lavorazione delle doghe genera scarti di legno.

Nel 2025 abbiamo scelto di valorizzarli e proporli in vendita per diversi usi, in particolare per accendere i barbecue in estate o le stufe a legna in inverno.

Più in generale, la produzione delle doghe genera grandi volumi di legno verde. Solo una parte del volume iniziale di un tronco di rovere diventa infine doga.

Di fronte a una risorsa così preziosa, ci sembra essenziale cercare di valorizzare al meglio le parti che non possono essere utilizzate nella produzione delle doghe.

Alcuni scarti vengono quindi spaccati, confezionati e venduti come legna da ardere.

Ogni anno vengono così rivalorizzate circa 550 tonnellate di legno, vendute a privati attraverso filiere corte.

Legno per l’industria della carta

Altre operazioni di taglio generano pezzi di legno lunghi e sottili.

Piuttosto che considerarli semplici scarti, li confezioniamo sotto forma di fascine, legate con corda di canapa.

Vengono poi vendute a un partner che le tritura per utilizzarle nella produzione di pasta di carta.

Questa filiera permette oggi di rivalorizzare circa 850 tonnellate di legno ogni anno.

E domani?

Queste diverse azioni non rappresentano un punto di arrivo.

Costituiscono un ulteriore passo in un percorso che vogliamo iscrivere nel tempo.

Per tutta la vita dell’azienda, continueremo a cercare nuove soluzioni per ridurre il nostro impatto ambientale, ottimizzare i nostri consumi e valorizzare al meglio le risorse che utilizziamo.

Alcune emissioni resteranno incomprimibili. Dovranno essere compensate o prese in considerazione attraverso azioni verificate e verificabili, in collaborazione con enti certificati. Siamo una delle 150 aziende mecenati di Plantons pour l’Avenir e sosteniamo lo sviluppo di tecniche e pratiche di rimboschimento adattate all’evoluzione del clima.

Ma la nostra priorità resta, prima di tutto, ridurre le emissioni alla fonte.

Questo passa attraverso il miglioramento continuo delle nostre pratiche, l’innovazione, ma anche la sensibilizzazione e la formazione dei nostri collaboratori e, più in generale, di tutto il nostro ecosistema.

Perché la transizione ambientale non può basarsi su una sola azienda o su poche azioni isolate: si costruisce collettivamente, nel tempo, con decisioni concrete e misurabili.

Il nostro Obiettivo Basso Carbonio continua quindi a portare avanti i propri impegni, anno dopo anno.